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Intelligenza artificiale: opportunità, rischi e governance secondo le Nazioni Unite

Secondo quanto riassunto dalle Nazioni Unite, l’intelligenza artificiale comprende un insieme di tecnologie capaci di apprendere in modo autonomo e adattivo. Tali strumenti offrono importanti prospettive per lo sviluppo globale, ma presentano contemporaneamente criticità sul piano dei diritti umani, della disinformazione e delle disuguaglianze economiche.

L’impatto sullo sviluppo sostenibile e le disparità tecnologiche

L’ONU rileva che l’intelligenza artificiale può accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fornendo ad esempio analisi predittive nella sanità, monitoraggio delle colture in agricoltura, percorsi di apprendimento personalizzati e supporto nelle emergenze umanitarie. Secondo i dati citati dall’organizzazione, tuttavia, le risorse di calcolo avanzate risultano fortemente concentrate: il 75% si trova negli Stati Uniti e il 15% in Cina, mentre il resto del mondo si divide il rimanente 10%. Per colmare questo divario, il Segretario Generale ha sollecitato la creazione di un Fondo globale per il potenziamento delle capacità tecnologiche con un impegno iniziale di circa 3 miliardi di dollari statunitensi, avvertendo che al momento della consultazione della fonte meno di un Paese in via di sviluppo su tre dispone di una strategia nazionale dedicata.

Le minacce e le sfide segnalate dall’organizzazione

Le Nazioni Unite evidenziano che la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale generativa comporta diversi fattori di rischio:

  • Pace e sicurezza: la disinformazione generata da tali strumenti ostacola le operazioni umanitarie e le missioni di pace, creando pericoli per il personale e i civili.
  • Diritti umani: si segnala la creazione di contenuti dannosi, inclusi materiali di abuso minorile o immagini pornografiche non consensuali che colpiscono in prevalenza donne e ragazze, oltre all’amplificazione di contenuti razzisti e xenofobi.
  • Processi democratici e scienza: la manipolazione dell’opinione pubblica può interferire con le consultazioni elettorali, mentre le campagne di disinformazione rischiano di ostacolare le azioni contro il cambiamento climatico.
  • Mercato del lavoro: l’Organizzazione per lo Sviluppo (UNDP) evidenzia il rischio di un ampliamento del divario economico tra Paesi ad alto reddito e nazioni in via di sviluppo.

Il quadro globale di cooperazione e regolamentazione

Per affrontare tali dinamiche, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito nel 2025 l’Ufficio delle Nazioni Unite per le Tecnologie Digitali ed Emergenti (UN ODET), incaricato di coordinare l’attuazione del Global Digital Compact adottato nel 2024. Nello stesso contesto è stato creato il Pannello Scientifico Internazionale Indipendente sull’IA, composto da 40 esperti con il compito di redigere valutazioni annuali prive di valore prescrittivo.

Parallelamente, la conferenza nota come Dialogo Globale sulla Governance dell’IA riunisce governi, scienziati e società civile. Sul fronte dell’etica e della formazione, l’UNESCO ha adottato raccomandazioni specifiche e linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale nell’istruzione e nella magistratura.

L’ONU invita istituzioni e cittadini a verificare aggiornamenti, soglie e scadenze direttamente sui canali ufficiali dell’ente.

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